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Manifestazione 18.09.2003 piazzale ANAS PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
marted 22 settembre 2015

MANIFESTAZIONE AL PIAZZALE ANAS

DI REGGIO CALABRIA

18 SETTEMBRE 2003

Il  Portavoce del Comitato SSV GG 

Stefano Priolo

introduce la manifestazione

 

Amiche ed amici carissimi e carissimi compaesani,

Benvenuti a questo raduno di popolo.

Oggi è per tutti noi un giorno importante, un giorno nel quale tutti assieme abbiamo deciso di scrivere una pagina nuova nella storia della valle.

Il 18 settembre del 2003 resterà scolpito nella mente di tutti come il dies dell’incipit – il giorno della iniziazione.

Abbiamo lasciato le abituali occupazioni, abbiamo abbandonato le nostre case, uomini – donne  giovani e meno giovani – bambini - per convenire assieme ad un appuntamento  che riguarda il nostro futuro e l’avvenire dei nostri figli.

Per anni il sogno di vedere realizzata la direttissima Gallico – Gambarie, mediante la quale raggiungere, percorrendo la distanza di 20 km in 15 minuti, dal mare la montagna e la marina partendo dai monti, ha animato la nostra giovinezza.

Tante volte questo sogno è stato tradito dall’incuria e dalla insipienza di chi ci ha governati e le delusioni non sono tutte dietro le nostre spalle.

Ma la novità preziosa che dobbiamo oggi valorizzare e tesaurizzare è che, finalmente, abbiamo preso coraggio, abbiamo preso coscienza che individuando le giuste alleanze e temprandosi nella lotta, è possibile vincere le battaglie della vita; abbiamo preso coscienza che il futuro ci appartiene ed abbiamo il dovere di dedicare alla sua costruzione le nostre migliori energie, la nostra quotidiana attenzione.

Per troppo tempo abbiamo pensato di aver delegato a qualcuno la difesa degli interessi popolari, la realizzazione del bene comune, il potere di risolvere i nostri problemi.

La manifestazione odierna racconta una storia nuova; la storia della fierezza montanara, che abbeverandosi alle più nobili ed antiche radici, guarda avanti con rinnovata fiducia nella propria capacità di costruire il futuro sperato.

Simbolo concreto di questo sogno è la SSV Gallico – Gambarie. Lo abbiamo detto in tutte le lingue ed a tutti i nostri preziosi interlocutori ed alleati, in questi mesi.

 

Abbiamo riscoperto la gioia di constatare che il sogno non appartiene soltanto a noi, agli abitanti della valle, ma che il nostro sogno sostanzia un più grande progetto di civiltà, di crescita e di sviluppo che riguarda l’intero Altopiano dell’Aspromonte, l’intero Comprensorio mare monti, l’intera Area Metropolitana dello Stretto, anche questo un sogno antico che il tempo ha in parte sfuocato ma che la positiva memoria giovanile ha accuratamente conservato.

Abbiamo sentito parlare finalmente, con lo stesso entusiasmo col quale per decenni noi ne abbiamo parlato, nostri concittadini, politici di rango, valenti Amministratori e sindacalisti, gente comune.

E’ segno che il nostro lavoro ha prodotto e riscoperto una sensibilità nuova, una concreta disponibilità all’ascolto ed alla costruzione di progetti innovativi comuni.

Ci sono oggi con noi, alleati per il raggiungimento di un obiettivo comune: la costruzione della SSV Gallico Gambarie  - le Circoscrizioni di Catona – Gallico – Archi – Ortì; ci sono i cinque Sindaci della Vallata del Gallico (Reggio Cal – Calanna – Laganadi – S. Alessio e Santo Stefano), con i gonfaloni dei cinque Comuni, c’è il Presidente dell’Amministrazione Provinciale on. Fuda, ci sono parlamentari e Consiglieri Regionali.

Ci sono le Organizzazioni Sindacali Provinciali della CGIL – CISL – UIL ed UGL con le quali abbiamo di concerto proclamato prima lo stato di agitazione e dopo lo sciopero generale di oggi che coinvolge tutte le popolazioni della vallata.

Questa alleanza è preziosa ed useremo tutte le premure possibili per preservarla nella sua integrità, convinti come siamo che il suo valore risulterà alla fine decisivo per vincere la nostra battaglia, per realizzare la strada del nostro sogno.

Siamo grati a tutti coloro che ci aiutano a costruire un futuro di progresso per le nostre Comunità, così come esprimiamo il nostro ringraziamento al Prefetto di Reggio Calabria, che sebbene sia arrivato da pochi mesi nella nostra Città, ha inteso, con grande sensibilità sociale, ascoltarci e schierarsi dalla parte dei cittadini per difendere i loro legittimi interessi e le loro aspettative di riscatto.

Abbiamo lavorato molto in questi mesi, tessendo una ragnatela di rapporti istituzionali e sociali che sono stati e sono la nostra forza, abbiamo ricostruito con pazienza certosina relazioni che sembravano conflittuali, abbiamo bussato a tutte le porte e tutti ci hanno aperto ascoltandoci con rispetto perché portatori degli interessi generali delle Comunità valligiane.

Le Assemblee popolari che abbiamo tenuto nei nostri Paesi hanno consentito di maturare una convinzione nuova: se siamo uniti, se siamo capaci di stare assieme non ci sono per noi battaglie e traguardi proibiti.

In questi giorni che hanno preceduto la nostra manifestazione ci siamo più volte fermati a considerare l’andamento demografico nei nostri paesi e le ragioni di un esodo che non si ferma, di uno spopolamento che ogni giorno cresce di dimensione.

Tutto questo mentre centinaia di famiglie manifestano la volontà di tornare a vivere nei paesi, una volta assicurati i servizi fondamentali per poter vivere dignitosamente.

Tutto questo pone a tutti i cittadini della vallata problemi nuovi che la strada una volta realizzata da sola non potrà risolvere.

E’ tempo di riflessione, allora, e di rimessa in discussione delle nostre credenze, per capire in fondo dove, come e perché abbiamo sbagliato e come possiamo fare per porre riparo ad errori che ci hanno condannati  all’isolamento ed all’anonimato.

Da questa riflessione nasce la reale portata ed importanza del 18 Settembre 2003.

Chi ci guarda percepisce che c’è qualcosa di nuovo nell’aria: non tutti si augurano che questa autoresponsabilità, questa voglia di essere protagonisti ed arbitri del proprio futuro, si faccia strada e produca crescita della legalità, della democrazia, della libertà dal bisogno, del benessere e progresso per tutti.

E’ questa, allora, la storia che oggi prende l’avvio ed il primo banco di prova è la realizzazione della strada: deve capirlo l’ANAS che da anni ha mortificato il nostro sogno e deluso le nostre speranze.

I nostri messaggi e le nostre parole sono state chiare: non c’è più possibilità alcuna di fraintendere; è venuta meno qualsiasi credibilità delle parole e vengono richiesti i fatti, solo i fatti, perché le parole sono state tutte consumate ed il compito di parlare è ora affidato solo agli atti, al tempo ed ai fatti.

Lo abbiamo ribadito ieri nell’incontro in Prefettura.

Ora l’ANAS sa che l’aspettiamo ad ogni scadenza del calendario che scandisce i tempi relativi alla procedura di aggiudicazione per l’affidamento dei lavori del II° lotto della Gallico – Gambarie. La prima scadenza arriva il  26 settembre e riguarda l’emissione dell’avviso procedure pubblicazione bando sulla Gazzetta Ufficiale della R.I. e l’invio dell’avviso all’U.E, con pubblicazione dei relativi estratti sui quotidiani.

Un primo effetto, dunque, la nostra protesta lo ha ottenuto. Ieri, in Prefettura, ci è stato consegnato il calendario completo degli adempimenti ANAS necessari per la indizione e la conclusione della gara di appalto del II° lotto (Prioli – Mulini di Calanna) che, secondo previsioni da verificare, potrebbero comportare entro il 30 dicembre 2003 la comunicazione a ciascuna impresa  concorrente dell’esito della gara ed entro il 15/02/2004 alla consegna dei lavori all’impresa vincitrice dell’appalto.

Abbiamo confermato la manifestazione perché abbiamo colto questa volontà nelle Assemblee popolari che abbiamo fatto nelle ultime settimane e perché avevamo una grande voglia di scendere in campo a difesa di sacrosanti diritti originati da finanziamenti statali accordati all’ANAS molti anni fa, oltre che testimoniare, con la nostra presenza,  l’indomita volontà a difendere a tutti i costi i diritti conquistati.

Le forze in campo sono ora tutte schierate e l’ANAS sa che si può e si deve andare solo avanti. Con la manifestazione di oggi noi abbiamo voluto fissare un punto fermo: indietro non si torna. E chi volesse farlo deve sapere che correrà il rischio di essere chiamato a pagare per intero il conto salato di venti anni di promesse non mantenute.

La petizione popolare che abbiamo sottoscritto in queste ore e che consegneremo tra poco al Prefetto, chiede la istituzione di un “Osservatorio permanente” per il controllo della realizzazione della SSV Gallico – Gambarie, finalizzato ad acquisire una garanzia reale affidata anche ad una rappresentanza del Comitato di cittadini che da decenni si batte per la realizzazione dell’opera.

La nostra mobilitazione rispetto a questo obiettivo sarà permanente, ci scioglieremo solo quando l’opera sarà completata.

Se i tempi dovessero allungarsi sarà anche necessario che le nuove generazioni, i nostri giovani, si facciano avanti a raccogliere il testimone per continuare la battaglia e vincere.

Un manipolo di audaci giovani del nostro paese il 29 agosto del 1947 sventolarono per primi nella piazza di S.Stefano il tricolore d’Italia ed alcuni di essi pagarono con la vita la fede nell’ideale sognato.

Dopo Caporetto, intere generazioni di giovani meridionali, molti di essi morendo, hanno liberato il suolo della Patria dalla dominazione austriaca: una storia che dalle parti della Padania hanno fatto presto a dimenticare.

Non siamo nuovi, perciò, alle grandi imprese: quando ci sorregge una convinzione maturata con fede, nella sofferenza e nel dolore, siamo capaci di qualsiasi traguardo.

E’ questa la convinzione che ci deve assistere, è questa la scelta di vita che dobbiamo fare per costruire il futuro sperato dalle nuove generazioni.

Grazie per avere lasciato le vostre case ed essere qui tutti assieme, oggi, per affermare il nostro buon diritto a vivere e crescere nelle nostre Comunità.

Nunc coepit: ora comincia la nostra storia nuova: per questo il 18 settembre 2003 vivrà a lungo nei nostri cuori ed il suo ricordo ci consentirà di affrontare con maggior convinzione e forza i disagi e le traversie che la vita inevitabilmente riserva alla comunità degli uomini.

 
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UMBERTO ZANOTTI BIANCO
Mezzanotte suonava da un lontano campanile di Santo Stefano
Quando abbandonai la nostra Colonia di Mannoli, immersa nel sonno.
Varcato il pianoro di Gambarie fummo ai piedi di Montalto.
Era ancora buio,
quando raggiungemmo la cima pi alta dellAspromonte
E dun tratto laurora sfior con le sue dita
le cime di unalta montagna,
e la vetta nevosa dellEtna emerseammantata di viola
dal mare lentamente emergeva tutta intera la punta del piede dItalia,
la Sicilia che di lass sembrava unita al continente
e sparse in quellinfinito, petali disseminati dal vento, le Eolie
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