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Assemblea popolare introduzione PDF Stampa E-mail
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martedì 22 settembre 2015

ASSEMBLEA POPOLARE

 REALIZZAZIONE  SSV GALLICO – GAMBARIE

Reggio C. 09 maggio 2003  h. 17,30 – Sala Ente Fiera – Parco Pentimele

Introduzione ai lavori di Stefano A. Priolo – portavoce del Comitato

 

Autorità, Signore e Signori,

nel programmare questa Assemblea popolare, il Comitato di cui sono            portavoce ed a nome del quale introduco i nostri lavori, ha immaginato che questa circostanza debba segnare uno spartiacque tra due tempi: quello dell’inaffidalità, dell’inefficienza e dell’inerzia di settori importanti della Pubblica Amministrazione e quello, ormai inevitabile e non più rinviabile, della presa di coscienza che taluni problemi, che rendono oltremodo difficile e sofferente la condizione complessiva delle nostre Comunità locali, possiamo e dobbiamo risolverli noi, realizzando l’attività di controllo sociale che in una democrazia rappresentativa spetta ai cittadini.

Uno spartiacque immaginario ma anche reale che si vuole frapporre come muro divisorio rispetto a due momenti:

·         un passato fatto di inadempienze, di tiepidezze,  di inefficienza e mala volontà, tutte stranamente alleate contro la strada a scorrimento veloce Gallico - Gambarie, una arteria di valore strategico per realizzare la quale  non sono bastati oltre vent’anni ;

·         un avvenire che, invece, i cittadini della vallata del Gallico ed il Comitato che opera da vent’anni, vogliono sia un tempo  di realizzazione delle opere infrastrutturali utili e necessarie allo sviluppo, al progresso economico e sociale ed alla creazione di nuove opportunità per le giovani generazioni.

Perché questa svolta assuma connotati concreti, il primo obiettivo che questa Assemblea popolare deve conseguire è quello di prendere coscienza tutti assieme, cittadini ed istituzioni elettive, stretti da un permanente patto di alleanza, che quest’opera noi la vogliamo perché utile, necessaria ed indispensabile.  Perché la strada sia realizzata, però, occorre sconfiggere la pigrizia, l’inefficienza, talvolta la malafede, una burocrazia statale, e non solo statale, che ha fatto di tutto in venti anni perché la strada non vedesse la luce; la politica, dobbiamo sottolinearlo con forza e convinzione, ha fatto il suo dovere, stanziando ben 70 miliardi che, se spesi per tempo, con efficienza ed onestà, sarebbero bastati a realizzare l’intero tracciato dell’opera.

Citerò più avanti alcuni episodi clamorosi che hanno segnato l’odissea della Gallico – Gambarie,  che supportano queste affermazioni, che il Comitato ha ripetuto nelle Assemblee popolari tenute a Gallico – Podargoni – S.Stefano – Calanna – Laganadi – S.Alessio, per affrontare subito il cuore del problema che proponiamo alla generale riflessione.

Partirò dalle ragioni che hanno motivato la Giunta Regionale della Calabria presieduta da Bruno Dominijanni negli anni 1981 e 1982 a redigere l’atto di nascita della SSV Gallico – Gambarie.

Una legge dello Stato, la 119 del 1981, all’art. 10, stanziò a favore della Calabria 100 miliardi di vecchie lire per il completamento di viabilità già iniziata e per la realizzazione di opere viarie strategiche per lo sviluppo della nostra Regione.

Fu allora che il governo della Calabria, del quale facevo parte, decise di utilizzare parte di quel finanziamento per avviare la costruzione della strada a scorrimento veloce Gallico – Gambarie.

Già a quel tempo si immaginò che tra le fiorenti attività produttive nella nostra Regione avrebbe dovuto trovare un posto di prim’ordine quello dell’industria turistico-alberghiera.

 Era il tempo in cui i Bronzi di Riace, ritrovati nel 1972, dopo una esposizione di grande successo a Firenze ed a Roma, avevano da poco raggiunto la loro sede naturale: il Museo Nazionale di Reggio Calabria. Questo evento, di risonanza mondiale, venne assunto dal governo regionale come una occasione decisiva per generare nella nostra Regione turismo di qualità e per dare un impulso decisivo alla crescita delle attività turistiche nel Comprensorio dello Stretto.

L’idea della strada, tuttavia, era nata prima ed altrove e questo facilitò a chi vi parla il compito di illustrarla ai colleghi di Giunta Regionale.

Nacque quell’idea alla fine degli anni “50, subito dopo la nascita di Gambarie, realizzata con la lottizzazione del terreno di proprietà del Comune di Santo Stefano in A., ceduto ai privati alla modica cifra di £ 1000/mq., e subito dopo la realizzazione della Seggiovia che dal Piazzale di Gambarie  conduce a Monte Scirocco.

Fu allora che scendendo lungo la grande discesa, sci ai piedi, ci si accorse che era possibile “sciare guardando il mare”, una relazione montagna-mare unica ed irripetibile nel contesto geografico nazionale; questo fece sì che si percepisse, per la prima volta, il significato e la forza della relazione mare-monti per dare impulso e lustro ad uno sviluppo turistico fino ad allora non immaginabile.

Per anni, per decenni, quest’idea innovativa ha riempito di speranza le discussioni ed i sogni di intere generazioni di giovani del mio paese e della vallata del Gallico, desiderosi di restare nella loro terra, decisi a fermare il grande esodo verso l’allora triangolo industriale italiano Torino-Milano-Genova e verso l’Europa. Le nostre famiglie fecero sacrifici eroici per farci studiare e prepararci in maniera adeguata per affrontare la vita con la necessaria istruzione.

Intuivamo tutti, malgrado la giovane età, che quella prospettiva poteva cambiare il volto della nostra terra e coltivammo nella mente quell’idea che volevamo trasferire sul terreno della concretezza, anche se non spettava a noi farlo.

Ma chi era nato prima di noi ed esercitava responsabilità politiche ed amministrative, ed avrebbe potuto operare per farlo, non ci ha creduto.

L’arrivo dei Bronzi di Riace al Museo Nazionale di Reggio Calabria nel 1981, dopo l’exploit realizzato a Firenze e Roma, dove le statue restaurate furono esposte al pubblico con grandissimo successo, fu l’occasione perché quell’idea riconquistasse vigore e valore.

Nel nuovo contesto generale venutosi a creare, la strada a scorrimento veloce Gallico – Gambarie apparve a tutti, sicuramente alla Giunta Regionale dell’epoca, una scelta felice, una scelta strategica per lo sviluppo dell’intero Altopiano dell’Aspromonte, della vallata del Gallico e dell’intero Comprensorio dell’Area dello Stretto di RC e Messina. Con la realizzazione di quest’opera la relazione tra il verde dei monti e l’azzurro del mare sarebbe pressoché immediata, integrata in una sola realtà turistica, riferimento e volano di sviluppo eccellente per l’intero Comprensorio dello Stretto.

E’ in errore, anche se in buona fede, chi non vede la funzione strategica di una arteria così concepita, capace di rendere fruibile e, quindi, di accrescere in valore sia l’altopiano dell’Aspromonte che le marine dell’Area dello Stretto.

Un comprensorio turistico di eccellenza, caratterizzato dalla stretta relazione mare-monti, non nasce se al suo interno e per la sua agibilità, sempre ed in ogni caso, si devono percorrere trenta e più chilometri pieni zeppi di curve, pericolosi oltre ogni immaginazione, con interruzioni invernali sempre più frequenti. I paragoni che a questo riguardo vengono proposti con località di grido del turismo montano non reggono. Certo le strade di montagna hanno una caratteristica tipica che non è giusto violentare: il problema che stiamo affrontando, però, non è quello di come andare in montagna ma di come collegare l’Altopiano dell’Aspromonte con le marine dell’Area dello Stretto, come creare, cioè, una relazione diretta tra due realtà territoriali entrambe suscettibili  di essere la stessa parte di  un progetto di sviluppo turistico di eccellenza. Il torrente Gallico, col suo percorso, è l’unica direttrice utilizzabile per raggiungere in 20 minuti l’Altopiano e la marina, collegandosi all’A3 Salerno – Reggio Calabria, consapevoli che occorre assolutamente salvaguardare la bellezza della testata del torrente e limitare il percorso in maniera di  non dovere interessare in nessun caso il territorio del Parco.

Quando il Comitato parla del “sogno” si riferisce proprio a questa prospettiva concreta; una prospettiva delineata in quell’inizio degli anni 80  e successivamente più volte tradita da una inettitudine e da una mala volontà che non può essere perdonata ai colpevoli dai cittadini onesti.

Il sogno di cui parla il Comitato, dunque, non è soltanto quello delle popolazioni della vallata, che hanno comunque il diritto ad avere un collegamento rapido, efficiente e civile per raggiungere il Capoluogo, non una “mulattiera” come è possibile definire oggi la statale 184. E’ l’intero Comprensorio dell’Area dello Stretto, che comprende Messina, con oltre 800 mila abitanti ad essere interessato e coinvolto nella realizzazione di questa arteria. Si tratta, dunque, di realizzare una dorsale di collegamento, un asse viario pressoché rettilineo, una infrastruttura al servizio di un sistema turistico di eccellenza, che sollecita l’intera area – sia le belle marine che l’esteso Altopiano dell’Aspromonte -  a mobilitarsi. Solo la presenza di una infrastruttura di questo tipo può promuovere la realizzazione di una offerta turistica di qualità differenziata e di tipologia integrata, dentro la quale possano trovare il giusto rilievo ed una valente collocazione di mercato, strutture ricettive di diverso livello, capaci di attrarre flussi turistici interregionali, nazionali, ed euromediterranei.

Questo è il progetto “verde-azzurro” per il Comprensorio dello Stretto che si vuole promuovere, sostenere, realizzare.

La specificità è, dunque, costituita dalla relazione mare-monti, che non esiste in alcuna altra parte d’Italia e, perciò, si rivela come il vero punto di forza di una programmazione di sviluppo eccellente delle attività turistiche, di progresso, di occupazione, di produzione di ricchezza e di messa in valore delle risorse locali.

Ci riferiamo alle risorse esistenti nel Comprensorio costituite:

·         dal rilievo storico dei luoghi, che nasce dalla leggenda di Scilla e Cariddi – di omerica memoria e si estende all’epopea garibaldina che narra la storia dell’avanzata e del ferimento di Giuseppe Garibaldi sull’Aspromonte, passando per S.Stefano, dove nascono negli anni 1847-48, per mano dei fratelli Romeo e del giovane martire Domenico Morabito, i primi moti rivoluzionari per l’unità d’Italia;

·         dalla rilevante bellezza paesaggistica dell’Aspromonte e dei suoi contrafforti che scendono dolcemente verso il mare (Melia – Petile), della Costa viola  e dell’intero mare dello Stretto;

·         dai beni culturali ed ambientali che all’interno dell’Area dello Stretto sono dislocati, primi tra tutti il Museo Nazionale della Magna Grecia di Reggio C., i Castelli di Scilla e Bagnara, la zona dei “fortini” di Campo Calabro;

·         dalla presenza di schiere di giovani disoccupati scolarizzati;

·         dalla presenza nuova, oggi, del Parco Nazionale dell’Aspromonte: una realtà che accoppia all’idea di sviluppo turistico tout court, quella dello sviluppo turistico eco-compatibile, che arricchisce il Comprensorio di un ulteriore elemento di pregio che potremo far valere specialmente per attrarre il turismo europeo. Il Parco dell’Aspromonte inserito nel progetto “Appennino parco d’Europa”, con la rete ecologica che concorre a costruire, è destinato ad essere una attrazione decisiva per lo sviluppo turistico eco-compatibile ed eco-sostenibile.

Ed ancora….Reggio, col suo imponente ed “unico” lungomare “Italo Falcomatà”, offre di sé una immagine nuova ed attrezzata che esalta la sua vocazione turistica e di Città d’arte, preparandola a più impegnativi traguardi; lo specchio dello Stretto, capace di assumere le sembianze di un lago e la bella Messina che rendono l’area, nella sua dimensione generale, un “unicum ”che si propone all’attenzione del progettista dello sviluppo eco-sostenibile ed eco-compatibile con una forza dirompente.

E’ cresciuta in questi anni a Gambarie anche la ricettività alberghiera e la dotazione di  impianti di risalita per la pratica dello sci, per l’azione degli operatori privati e degli Enti Pubblici (Comunità Montana Versante dello Stretto e Comune di Santo Stefano in Aspromonte), anche se le difficoltà per la gestione degli impianti non hanno ancora consentito la loro entrata in funzione a pieno regime.

C’è, infine, dentro il Comprensorio, una ripresa di interesse del turismo da diporto ed esistono progettazioni e risorse finanziarie destinate alla costruzione di porti turistici nell’Area dello Stretto. Anche questo comparto del settore turistico, particolarmente agiato, se messo in rapida ed agevole relazione con l’Aspromonte attraverso la costruzione della strada a scorrimento veloce Gallico – Gambarie, è destinato ad implementare le specificità del Comprensorio di eccellenza turistica a cui occorre pensare.

Il Comitato propone ai cittadini del Comprensorio dell’Area dello Stretto di “Innamorarsi di questa idea”, di svilupparla, di proporla, di sostenerla, perché il futuro dei nostri giovani ha una diretta relazione con la sua realizzazione.

Ce n’è quanto basta, insomma, per affermare che esistono rilevanti presupposti concreti, veri, seri, perché la strada sia realizzata al servizio di un progetto di sviluppo turistico di eccellenza, capace di trasformare radicalmente la realtà economico sociale dell’intera Provincia. Parliamo, dunque, di un’arteria a forte valenza strategica per la nascita di un Comprensorio turistico di eccellenza, non solo di una strada che consenta ai cittadini di Reggio di raggiungere agevolmente Gambarie e viceversa.

Può darsi che il progetto possa apparire velleitario, al limite dell’utopia, ma non lo è, come dimostra un esempio a noi vicino temporalmente e geograficamente: la “nuova realtà Gioia Tauro”.

Essa è nata e resa possibile da una idea forte di Angelo Ravano, il vecchio capitano d’industria della Contship – Medcenter Containers Terminals,   che pensò, programmò e realizzò in quella cittadina del tirreno, il più grande porto-containers del Mediterraneo, al 16° posto nel mondo e con grandi ulteriori possibilità di crescita.

Ebbene “la nuova realtà di Gioia Tauroè nata perché esisteva una infrastruttura che si chiama “porto”, anche se esso era stato realizzato per altre finalità (chi non ricorda le storie del V° Centro siderurgico e della centrale a carbone dell’ENEL). Anche la realizzazione del porto di Gioia Tauro fu particolarmente sofferta e non furono pochi coloro che ne avversarono la realizzazione. Merito ai lavoratori dei cantieri portuali ed alle loro organizzazioni sindacali CGIL – CISL – UIL se quella infrastruttura ha visto la luce (ricordare…….). Senza quel porto, Angelo Ravano non avrebbe potuto nemmeno immaginarlo il più grande terminal containers  del Mediterraneo.

L’infrastruttura viaria a scorrimento veloce Gallico-Gambarie potrebbe essere per lo sviluppo del Comprensorio turistico di eccellenza “Area dello Stretto”, quello che il porto fu per la realizzazione a Gioia T. del più grande terminal porta containers.

Occorrerebbero qui, come è accaduto nell’area di Gioia Tauro, una forte volontà pubblica ed una incisiva e lungimirante imprenditoria privata, per completare la Gallico – Gambarie e per la  realizzazione di strutture tipicizzate di ricettività turistica differenziata eco-compatibili ed il “sogno”, quello capace di creare lavoro e ricchezza per le giovani generazioni, si realizzerebbe nell’arco di alcuni lustri.

Per la realizzazione di questo progetto potrebbero essere sufficienti infinitesime risorse finanziarie rispetto a quelle mobilitate per Gioia Tauro ed addirittura risibili in confronto a quelle che in questi giorni vengono ipotizzate per la costruzione del Ponte sullo Stretto.

Con una differenza, che il valore aggiunto che il Porto di Gioia Tauro produce (come quello che produrrebbe il Ponte sullo Stretto), è funzionale al sistema di trasporto europeo e mondiale, mentre un investimento infrastrutturale nel Comprensorio turistico “Area dello Stretto” produrrebbe valore aggiunto totalmente ricadente nell’area. Sul piano occupazionale, poi, a far bene i conti, i benefici di un progetto integrato di sviluppo turistico nell’Area dello Stretto che comprenda la relazione mare-monti, non sarebbe secondo a nessuno, sia che consideriamo la fase di realizzazione delle infrastrutture che quella del funzionamento a regime.

La nostra proposta, allora, si inoltra sul terreno concreto: la nostra Università Mediterranea, della quale andiamo orgogliosi, ed un valente “pool di professionisti seri”, magari a scapito di qualche consulenza in più tra quelle che ornano il “parterre” regionale,  siano investiti da parte dell’Amministrazione Provinciale, della responsabilità di eseguire una progettazione di sviluppo turistico di eccellenza per l’intero comprensorio  mare-monti, per tracciare le linee programmatiche generali ed esecutive, della “Florida italiana”.

Lo chiameremo “Progetto verde-azzurro dell’Area dello Stretto”, sarà un progetto sovracomunale ed interregionale, capace di  attrarre cospicui flussi turistici dal nord Europa (il riferimento specifico è al turismo della terza età), considerate le caratteristiche dei luoghi di cui parliamo, la qualità del clima che i paesi nordici ci invidiano, la presenza dell’Aeroporto dello Stretto, altra infrastruttura preziosa ed indispensabile per promuovere e realizzare lo sviluppo del settore turistico, il cui potenziamento dovremo sostenere con grande convinzione e con tutta la forza di cui siamo capaci.

Il Comitato di cittadini, organismo di volontariato e di soggettività sociale, nato da oltre 20 anni, crede in questa prospettiva, come vi hanno creduto le popolazioni della vallata del Gallico e tutti i Sindaci che si sono succeduti nei Comuni della valle. Questa prospettiva, che il Comitato ha ulteriormente rappresentato ai cittadini della vallata del Gallico nei mesi scorsi oggi viene ufficializzata in questa Assemblea e proposta a tutti i cittadini ed ai responsabili politici che fanno parte delle istituzioni elettive: uomini di governo, parlamentari, Consiglieri Regionali, provinciali e comunali, tutti invitati alla nostra manifestazione: dai Sottosegretari della nostra Provincia presenti nel Governo nazionale (Nucara e Valentino) ai parlamentari eletti della nostra Provincia (il sen Meduri, il Sen. Crinò, i deputati Mimmo Bova, Caminiti, Minniti, Meduri e Napoli), dal Consiglio e dalla Giunta Regionale alla Amministrazione Provinciale, dalle Comunità Montane “Versante dello Stretto” e “Aspromonte Orientale”, ai Comuni che fanno riferimento alle marine dell’Area dello Stretto ed all’Altopiano dell’Aspromonte.

Una particolare richiesta è nostro desiderio rivolgere al Comune di Reggio.

Con rammarico e sofferenza, alcuni anni orsono in una trasmissione televisiva, presente l’Assessore Comunale di Reggio al Turismo, affermai che ”Reggio non ama la sua montagna”. Nessuna vis polemica animò quello che per me, in quella circostanza, fu un vero e proprio grido di dolore….

Con lo stile che mi accompagna nelle mie azioni ripeto oggi quel grido di dolore al dott. Rizzica, Vice – Sindaco del Comune di Reggio da qualche anno. Il Comune di Reggio faccia proprio lo slogan che accompagnò la vita di Italo Falcomatà “Innamorarsi di Reggio” e lo completi “Innamorarsi di Reggio e della sua montagna”. I campi di Reggio, Podargoni, Schindilifà, Cerasi, potrebbero anch’essi divenire piccole ma fiorenti comunità nelle quali si potrebbe realizzare una pregevole qualità della vita, se la strada piuttosto che restare un sogno dovesse divenire realtà.

Il Comitato in questo grande progetto crede e combatterà perché  il sogno si avveri”. Lo farà cercando alleanze con gli eletti in Parlamento, al Consiglio Regionale, nei Consigli Comunali interessati, con le forze politiche e sociali, in ogni dove, offrendo a tutti la propria capacità di proposta, di sostegno, di mobilitazione, perché le idee divengano progetti ed i progetti si realizzino e trasformino la realtà economica e sociale.

Le direzioni su cui camminare sono due: la prima riguarderà la parte di strada già finanziata – l’intero I° tratto dallo svincolo dell’A3 SA-RC a Mulini di Calanna; la seconda riguarderà la realizzazione del II° tratto, da Mulini di Calanna a Gambarie, che merita una seria riflessione a parte.

 

I° tratto – dallo svincolo A3 – SA/RC – a Mulini di Calanna.

A distanza di 20 anni dal primo stanziamento di 10 miliardi, il I° lotto della strada, dallo svincolo A3 Gallico sino a Prioli, non è stato ancora reso agibile perché deve essere realizzato il raccordo autostradale. Dagli accertamenti da noi fatti presso l’ANAS, con la collaborazione del Sig. Prefetto di Reggio che ringraziamo per l’attenzione con cui segue il nostro lavoro, risulta che è in corso la definizione del progetto esecutivo, cui seguirà l’appalto per la esecuzione dei lavori a cura del Compartimento ANAS di Catanzaro. Secondo gli impegni assunti dall’Ing. Adiletta, Responsabile di quel Compartimento, il primo lotto sarà ultimato, collaudato e percorribile entro il 31 dicembre 2003.

La notizia non avrebbe bisogno di essere commentata se non fossero trascorsi oltre venti anni dallo stanziamento di 10 miliardi erogato all’ANAS.

Anche se questo impegno sarà rispettato, a noi spetta un compito: quello di consegnare un “tapiro di bronzo” all’ANAS….ad imperitura memoria.

Pensate, amici concittadini, Autorità qui presenti: si deve costruire un lotto stradale funzionale, collegato allo svincolo autostradale, la strada è pronta e collaudata ma lo svincolo si deve ancora costruire ed il grave è che nessuno ne prova vergogna. In venti anni, pensate, le nostre burocrazie, statali e locali, non riescono a realizzare l’intesa su come e dove costruire il raccordo autostradale ed i cittadini sono costretti a subire gli effetti devastanti di un comportamento a dir poco irresponsabile.

Ma c’è di più: il mancato completamento dei lavori nei tempi prestabiliti ha compromesso la possibilità di accedere ad ulteriori finanziamenti statali fino al 1990.

E’ proprio all’inizio degli anni “90 che inizia l’odissea del II° lotto che da Prioli deve condurre a Mulini di Calanna.

I Comuni della vallata, su iniziativa del Comune di S. Stefano, chiedono all’allora Ministro dei LL.PP. Sen Prandini, di finanziare il II° lotto fino a Mulini di Calanna.

Viene assentito un finanziamento di complessivi 38 miliardi che l’ANAS, successivamente, non avendo ancora completato i lavori del I° lotto chiede ed ottiene venga revocato e destinato altrove.

L’odissea continua. Non esiste il progetto del II° lotto per poter disporre il finanziamento ed il finanziamento non arriva, l’ANAS non ha i soldi per fare il progetto.

I Sindaci della vallata si rivolgono al Senatore Meduri, eletto nel Collegio senatoriale di Reggio, ed assieme iniziano la loro azione per far sì che la strada non muoia.

Credo di non far torto agli altri parlamentari se affermo che senza la tenacia, la testardaggine, l’insistenza e la presenza di Renato Meduri, unita alla determinazione dei Sindaci della Vallata del Gallico ed al prezioso sostegno del Comitato dei cittadini per la realizzazione della Gallico Gambarie, probabilmente la storia sarebbe finita lì e noi oggi non avremmo più avuto di che parlare.

Questa azione, invece, tenace ed assidua, ha conseguito il risultato sperato: è stata stanziata la somma di 60 miliardi di lire per realizzare il II° lotto della Gallico – Gambarie, da Prioli a Mulini di Calanna. Correva l’anno 1995, il Presidente del Consiglio era Lamberto Dini, il Ministrto dei LL.PP. era il Prof. Baratta, il Presidente della Commissione LL.PP. e Trasporti del Senato era l’on. Pisicchio.

Da allora sono trascorsi 8 lunghi anni e del II° lotto stradale esiste soltanto il cartello;  il cartello della vergogna” lo chiamiamo noi del Comitato, quello che vedete esposto nella gigantografia in sala.

L’impresa Mazzitelli, quella stessa che ha impiegato 20 anni ma non ha ultimato la costruzione del Consiglio Regionale della Calabria, che si aggiudica l’appalto dei lavori del II° lotto della Gallico -  Gambarie, cammina ad una velocità di 100 metri l’anno e poiché il lotto misura 4,8 chilometri, ci vorranno 48 anni per completarlo. Non è una valutazione personale, né un giudizio: è quello che risulta scritto in una relazione dell’ANAS che ha portato alla rescissione del contratto con l’impresa.

Tra fallimenti, rescissione di contratti e cronache giudiziarie di questi giorni, si consuma, così, l’odissea del “nostro sogno”.

Cambia la normativa ma all’ANAS di Reggio non accade nulla: i responsabili continuano tranquillamente il loro lavoro, non viene rimosso nessuno perché tutti sono “bravi”….i cittadini possono aspettare, “i sogni” possono tranquillamente svanire all’alba del nuovo giorno.

Qui le responsabilità della “politica” sono evidenti.

Per realizzare il secondo lotto della strada, quindi, occorre rifare il progetto esecutivo perché senza progetto esecutivo non si può re-indire la gara di appalto, pur essendo disponibile il finanziamento. Ma il progetto esecutivo non si può realizzare perché nel frattempo accade uno di quei miracoli che solo la “nostra burocrazia” è in grado di compiere.

Due Enti, ambedue pubblici, ambedue funzionanti con soldi dello Stato, cioè dei cittadini, espropriano lo stesso suolo per realizzare due opere pubbliche diverse: gli impianti per il trattamento dei rifiuti solidi urbani e la strada Gallico – Gambarie.

Ma anche in questo caso non ha sbagliato nessuno, tutto è in regola, la legge è stata rispettata ...le carte sono a posto.….c’è soltanto da ricominciare daccapo.

Conferenza dei Servizi, risistemazione dei progetti dell’impianto di smaltimento dei RSU e del tracciato della Gallico-Gambarie…legge “Soverato”, nuove normative…i progetti esecutivi una volta redatti vanno certificati all’esterno, non basta più la sola e semplice verifica interna…tempo, tempo ed ancora tempo che trascorre senza incidere sulla realizzazione dell’opera.

E siamo qui, in questi giorni, in attesa di una notizia che non è ancora arrivata. La notizia che aspettiamo riguarda l’indizione della gara di appalto dei lavori del II° lotto Prioli – Mulini di Calanna e dei lavori di raccordo del 1° lotto all’Autostrada.

L’ing. Adiletta, Capo Compartimento dell’ANAS di Catanzaro, convocato in Prefettura dal Sig. Prefetto di Reggio il 20 gennaio del 2003 ha assicurato al Comitato che  entro il 31 dicembre 2003 partiranno i lavori del II° lotto Pettogallico - Mulini di Calanna ed entro due anni, cioè entro il 31 dicembre del 2005, percorreremo la strada a scorrimento veloce dal raccordo autostradale di Gallico a Mulini di Calanna; aggiungo io, lo percorreremo in 6 minuti se manterremo la velocità di 60 km/h., in appena 4 minuti se la velocità sarà di 90 Km/h.

Ma questa notizia noi la abbiamo riferita ai nostri concittadini col beneficio d’inventario, senza entusiasmarci più di tanto, considerate le sofferenze del passato.

C’è una novità della scorsa settimana. Come sicuramente avrete letto sulla stampa, è venuto in Calabria il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, su invito del Sottosegretario all’Ambiente Francesco Nucara, che desidero ringraziare per avermi consentito di partecipare all’incontro col Ministro.

Ho avuto modo, così, di ascoltare l’intervento del Sen. Meduri, che ha chiesto al Ministro di sapere,  tra l’altro, la data di indizione della gara di appalto del II° lotto della Gallico – Gambarie.

In quella sede il Presidente dell’ANAS Pozzi ha confermato che l’ANAS entro il 31 dicembre p.v. consegnerà all’impresa appaltatrice i lavori per la realizzazione del II° lotto da Prioli a Mulini di Calanna, quelli, per intendersi una prima volta appaltati all’impresa Mazzitelli nel 1997 e che avrebbero dovuto essere ultimati entro il 1999.

Abbiamo preso nota di questa conferma ma il nostro atteggiamento di vigilanza sull’operato dell’ANAS non muta.

Ancora qualche considerazione e poi passiamo oltre, cioè al II° tratto della SSV : quello che da Mulini di Calanna dovrà condurci sino a Gambarie.

Il Comitato ritiene che se gli impegni di realizzazione del 1° e 2° lotto non saranno rispettati, i cittadini saranno chiamati a determinarsi di conseguenza. Una cosa è certa: abbiamo detto all’inizio che l’Assemblea popolare di oggi deve segnare per tutti uno spartiacque; se le storie del passato dovessero malauguratamente ripetersi, nessuno avrà il diritto di fermare la protesta sacrosanta dei cittadini che sanno di avere dei diritti e manifestano la volontà di volerli difendere.

Costruire la strada fino a Mulini di Calanna è un diritto che i cittadini hanno già conquistato, col valido ausilio di chi li ha rappresentati e li rappresenta nei Comuni ed in Parlamento; l’ANAS ha ricevuto da tempo ben 70 miliardi e deve spenderli realizzando l’opera.

Sia chiaro a tutti, perciò, che da qui in avanti, mentre per il passato sono state denunciate carenze, inefficienze e responsabilità di sistema, che sono anche responsabilità politiche, per il futuro si andrà alla individuazione delle responsabilità personali, secondo il dettato della legge, cui tutti abbiamo il dovere di sottostare e non ci saranno “zone franche” per nessuno.

 

Ho avuto modo all’inizio di ricordare che con la stessa delibera di Giunta Regionale del 1981, con la quale prese avvio il finanziamento della Gallico – Gambarie, nacque il raddoppio della Galleria del Musofalo, all’ingresso di Catanzaro, opera complessa e di grande utilità per tutti i calabresi. Come tutti sappiamo, quell’opera è stata realizzata rispettando i tempi perché a quel primo finanziamento ne seguirono altri, tempestivi, appena realizzati i lavori dei diversi lotti del progetto, fino al suo completamento: quella seconda galleria è in esercizio da oltre dieci anni.

 Ecco due modi diversi di comportarsi da parte dell’ANAS…..”intelligenti pauca”.

La Direzione Compartimentale di Catanzaro, che abbiamo invitato ai nostri lavori, è avvertita; da qui in avanti non ci saranno sconti per nessuno, né per chi esegue, né per chi, eventualmente “ispira”.

 

II° tratto della SSV Gallico Gambarie: da Mulini di Calanna a Gambarie.

Abbiamo parlato all’inizio di questa introduzione di due direzioni in cui si articola l’azione del Comitato: la prima, quella della realizzazione del primo tratto della strada fino a Mulini di Calanna, interamente finanziato, che abbiamo sviscerato in ogni dettaglio e la seconda, quella che riguarda la realizzazione del secondo tratto della strada da Mulini di Calanna a Gambarie, del quale dobbiamo occuparci da subito.

Lo scenario di riferimento della nostra azione cambia ora completamente: mentre per la realizzazione del primo tratto l’interlocutore è l’ANAS per il II° tratto l’interlocutore è la politica.

Vediamo di venirne a capo con chiarezza e di discuterne, con i rappresentanti delle Istituzioni di diverso livello, al fine di concentrare gli sforzi comuni in maniera positiva, nel caso si pervenga a posizioni condivise. L’augurio che ci facciamo è che con la stessa franchezza con cui prospetteremo il problema si esprimano, in questa fase di aperto confronto, le opinioni di chi esercita per mandato popolare il ruolo di governo.

Per ragioni che risulteranno sicuramente comprensibili, il Comitato ritiene che due sono i livelli a cui dovrà rapportarsi: in primo luogo il Governo nazionale ed il Parlamento, e, quindi, le persone della provincia reggina che ne fanno parte, in ogni caso la Regione, cioè la Giunta ed il Consiglio Regionale.

In questa direzione il Comitato ritiene di doversi muovere in sintonia ed in sinergia con l’Amministrazione Provinciale ed i Comuni interessati al “Progetto di sviluppo turistico verde-azzurro dell’Area dello Stretto” e ritiene, quindi, di chiedere già oggi al Presidente dell’Amministrazione Provinciale di convocare una apposita riunione per discuterne.

Il Comitato, tuttavia, ritiene doveroso esporre già oggi alcune considerazioni che sono il frutto di una riflessione conseguente ai numerosi incontri che esso ha avuto l’opportunità di realizzare con quanti, ai diversi livelli nazionale, regionale, provinciale e comunale, invitati a farlo, hanno dato immediato riscontro alla richiesta.

La prima considerazione riguarda la risposta alla domanda: chi ha il dovere di completare la strada?

Le risposte non appaiono univoche. L’ANAS, ad esempio, fa sapere che, a seguito del trasferimento alle Regioni della viabilità statale (nel nostro caso della Statale 184 – subito trasferita alla Provincia) è la Provincia a dover completare l’opera.  La Provincia non è dello stesso avviso.

L’ANAS va oltre e dice: noi siamo una Spa e possiamo fare adesso progettazioni e lavori che ci vengono assegnati in concessione, se qualcuno ci interpella rispondiamo.

L’ANAS non dice, e non potrebbe dirlo, che alla Provincia è vero che è stata trasferita la SS 184 ma nulla che riguardi, invece, la strada a scorrimento veloce Gallico – Gambarie, per la semplice ragione che l’ANAS i lavori che doveva realizzare, in sostanza i due lotti finanziati con 70 miliardi di lire, non li ha ancora ultimati. L’ANAS trasferisce le strade esistenti non può trasferire quello che ancora deve realizzare.

Ergo, non è l’ANAS che è legittimata a stabilire chi deve completare la Gallico Gambarie: questa decisione, come abbiamo anticipato sopra, spetta alla politica. Se la normativa che trasferisce le competenze in materia di viabilità alle Regioni è lacunosa o reticente al riguardo, è compito del Parlamento intervenire per dirimere la questione; se, invece, fosse tutto chiaro sul trasferimento, spetterebbe alle Regioni porsi la domanda con quali risorse finanziarie si completano le opere già di interesse statale, iniziate sulla base di programmi e finanziamenti statali.

Su questo punto occorre estrema chiarezza, per partire col piede giusto e sapere bene cosa fare.

Il Comitato ritiene che poiché l’opera è stata avviata con programma statale è lo Stato che deve completarla prima di trasferirne la gestione ad altri: è un principio fondamentale presente nell’ordinamento che ha numerosi altri riscontri.

La questione va affrontata con immediatezza da parte di chi ne ha la competenza istituzionale: è questa la richiesta immediata che il Comitato formula al Presidente della Giunta Regionale e per esso al Vice Presidente on Pirilli che ci ha onorato della sua presenza, che è qui con noi e che ringraziamo.

Noi riteniamo che la Regione abbia piena legittimazione ad affrontare il problema, per diverse ragioni, alcune delle quali possiamo elencarle:

·         poiché la strada a scorrimento veloce Gallico – Gambarie è nata sulla base di un programma varato con finanziamenti statali e lo stesso II° lotto è in fase di realizzazione sempre con finanziamenti statali, il suo completamento non può che essere assicurato da programmi ad hoc finanziati dallo Stato o da trasferimenti statali dedicati;

·         essendo destinataria del trasferimento, la Regione può e deve chiarire, sulla base della legge, cosa si trasferisce e cosa occorre prima completare perché sia successivamente trasferito;

·         le Province non hanno manifestato alcun entusiasmo per il trasferimento ad esse della competenza in materia di viabilità già statale, per la semplice ragione che questa legislazione non è stata accompagnata da adeguate misure di trasferimento di risorse: in più di un caso il trasferimento è avvenuto al di sotto della pari.

La questione, quindi, appare complessa e con ogni prevedibile impegno sia da parte del livello parlamentare che da parte della Giunta Regionale occorrerà qualche tempo per definirla. Il rischio è di finire nel “limbo”, quella zona magmatica e limacciosa, molto prossima all’inferno ed al Purgatorio ed abbastanza distante, invece, dal sospirato Paradiso.

Ma noi non pensiamo di potere stare fermi ed aspettare, siamo dell’avviso che un risultato dovremo conseguirlo entro fine anno, se c’è voglia di aprire una credibile prospettiva di sviluppo turistico di eccellenza dell’intero Comprensorio dello Stretto.

La proposta che facciamo è che, ferma restando la questione riguardante il finanziamento del completamento dell’opera, la Regione d’intesa con l’Amministrazione Provinciale, su richiesta dei Sindaci interessati e delle Comunità Montane “Versante dello Stretto” e “Aspromonte orientale”, affidi subito all’ANAS l’incarico di progettazione esecutiva del I° lotto – II° tratto della strada a scorrimento veloce Gallico – Gambarie che da Mulini di Calanna dovrà raggiungere Podargoni, della lunghezza di circa 5 km.

Su questa proposta chiediamo all’Assemblea di discuterne ed alle Autorità presenti di esprimere la loro opinione.

Su questa proposta abbiamo voglia di costruire in stretta collaborazione con le istituzioni elettive ai vari livelli un primo passo significativo per assicurarci che la strada sarà completata.  Su questo terreno sarà possibile misurare oggettivamente, l’efficacia del comune lavoro per essere tra i protagonisti del nostro futuro.

 

 

Considerazioni conclusive.

Questo Comitato di cittadini volontari combatte da sempre per la realizzazione di questa strada; da circa sei mesi, deluso da annunci cadenzati, puntualmente smentiti dalla realtà dei fatti, si è riorganizzato ed ha ripreso con maggior lena il suo lavoro.

Ha incontrato prima i Sindaci e successivamente, alla loro presenza, le popolazioni della vallata del Gallico, in sei diverse Assemblee popolari, ed ha potuto constatare, al di là di ogni immaginazione, quanto sia radicata e presente nella gente della vallata l’idea di questa strada come “strada della speranza”.

Ha incontrato e continua ad incontrare uomini di governo e parlamentari, Assessori e Consiglieri Regionali, il Presidente dell’Amministrazione Provinciale, i Segretari di CGIL – CISL – UIL – CISAL e UGL, ai quali ha riferito e riferirà di questa grande attesa e della forte determinazione a lottare per rivendicare i diritti acquisiti e concorrere democraticamente a favorire le decisioni più adeguate per realizzare la “strada della speranza, dello sviluppo, del lavoro”.

Ha promesso ai cittadini che si batterà con ogni mezzo democratico

“ PERCHE’ IL SOGNO SI AVVERI”

Lo farà chiedendo aiuto a tutti, senza guardare colore politico e senza risparmiarsi, sperando di ricevere da tutti un contributo decisivo per il trionfo di una causa che è giusta, che è l’evidente simbolo di una voglia di riscatto, una voglia di fare e di scommettersi mai prima registrata con tanta convinzione, un evidente segno di volere esserci nel faticoso e difficile processo per costruire un futuro diverso e migliore per i propri figli.

NOI NON DELUDEREMO QUESTA ASPETTATIVA!

E’ UN IMPEGNO SOLENNE CHE PUBBLICAMENTE ASSUMIAMO.

L’Assemblea di oggi, per noi, è il segnale della svolta; i cittadini della vallata del Gallico si sono alzati, per nostro tramite ripropongono con forza una delle loro grandi speranze; l’appello accorato che ci sentiamo di rivolgere alle Istituzioni, ai singoli uomini politici che le rappresentano per mandato popolare, è:

NON DELUDIAMOLI. Uniamo l’azione di tutte le espressioni politiche e delle rappresentanze istituzionali, a livello nazionale, regionale e provinciale, per assicurare ai giovani del Comprensorio il futuro sperato; sperimentiamo questa capacità di stare assieme quando si tratta di cambiare in positivo il volto della nostra terra e non sono in gioco né politiche generali né interessi internazionali sui quali, spesso le forze politiche si ritrovano divise.

 

 

 

Se per disavventura questo appello dovesse cadere nel vuoto e, quindi venissero vanificati gli obiettivi tracciati, i cittadini, nell’ambito della legalità e della non-violenza, attiveranno forme di protesta inedite, la cui eco sarà percepibile da lontano, da Roma; perché è accaduto in passato e potrà ancora accadere in futuro, che a quel livello si indulga troppo verso il canto della sirena di turno, piuttosto che avere rispetto per la giustizia sociale,  per la solidarietà, per il diritto al lavoro, un diritto negato ai giovani calabresi, che la Carta Costituzionale assicura, invece, a tutti i cittadini.

 

Tre obiettivi, dunque, costituiscono la centralità della nostra azione:

·         assicurarsi che gli impegni assunti dall’ANAS di realizzazione del primo e secondo lotto della strada divengano irreversibili e cioè che entro il 31 dicembre 2003 siano completati i lavori e reso agibile il primo lotto e che entro il 31.12. 2005 sia completato il secondo lotto fino a Mulini di Calanna;

·         entro il 31 dicembre prossimo, agendo assieme ai Sindaci interessati e d’intesa con l’Amministrazione Provinciale e la Regione, individuare modalità, tempi e strumenti finanziari per la progettazione e la successiva realizzazione del 1° lotto del II° tratto: quello che da Mulini di Calanna conduce a Podargoni;

·         promuovere la sottoscrizione di un “patto per lo sviluppo del Comprensorio turistico di eccellenza dell’Area dello Stretto” tra Comitato, Sindaci interessati, Organizzazioni sindacali dei lavoratori e degli imprenditori.

Ai nostri concittadini che hanno partecipato alle Assemblee popolari nei Comuni e nelle frazioni della vallata del Gallico, a quelli che hanno partecipato all’Assemblea di oggi, rivolgiamo un ringraziamento sentito, perché la loro partecipazione è il segnale che avevamo il dovere di offrire, testimonianza della nostra volontà di proposta e di lotta. Credo che la politica aveva bisogno di intercettare e collegarsi con la domanda che noi abbiamo organizzato, credo che l’abbia recepita e che in risposta, non vogliamo dubitarne, agirà con equilibrio e cognizione di causa, offrendo una prova di adesione alla difesa degli interessi generali del nostro Comprensorio.

Una sola considerazione personale vi chiedo di concedermi: sento che stiamo facendo qualcosa di importante per la nostra gente, non per le nostre persone.

 Il metodo con cui abbiamo affrontato il problema ed il merito che abbiamo offerto alla responsabile valutazione di chi ci ha ascoltato con attenzione, sono segnali concreti di un modo di dialogare con le istituzioni elettive che ci è congeniale e che si ispira alla concretezza dei fatti. Il nostro agire è ispirato alla soluzione dei problemi e, quindi, naturalmente esso si rivolge verso chi questa capacità risolutrice esercita per mandato popolare.

A nostro modo abbiamo offerto, io penso, un segnale costruttivo e di speranza.

I giorni a venire, il duro lavoro che continueremo, la nostra forte alleanza con gli Amministratori locali, le organizzazioni sindacali della nostra Provincia, il “Patto per lo sviluppo del Comprensorio turistico di eccellenza dell’Area dello Stretto” che promuoveremo col Sindacato e con gli imprenditori, diranno se la strada che abbiamo imboccato è quella giusta, per aiutare la Calabria, nel nostro piccolo, ad uscire dalla sua condizione di difficoltà.

Ci terremo in continuo contatto, attraverso i componenti del Comitato di ciascun Comune, e saremo presenti quando sarà necessario.

Ora che ci siamo riorganizzati, sicuramente non ci disperderemo.

A nome di tutti rivolgo un caloroso ringraziamento ai Sindaci della vallata che continuano a credere nel progetto, un particolare ringraziamento al Sindaco di Messina dott. Leopardi che ci ha ricevuti e condiviso l’idea del Comprensorio turistico dell’Area dello Stretto ed all’Assessore Morano che con la sua presenza dà credibilità a questa intesa, con l’auspicio che sulle due rive rinasca quella voglia di alleanza, di sinergia, di integrazione tra le due sponde, che in altre epoche, non molto fortunate della storia siculo-calabra, animò significative volontà di realizzazione dell’Area Metropolitana dello Stretto.

Un ringraziamento sentito a quanti uomini di governo, parlamentari, responsabili regionali e provinciali della Provincia di Reggio si sono vivamente interessati e continueranno a farlo perché, come Ulisse tornato ad Itaca, la strada a scorrimento veloce una volta partita dallo svincolo della A3, raggiunga l’Altopiano dell’Aspromonte, fermandosi alla soglia del Parco.

Non siamo tanto ingenui da pensare che tutto sarà  facile, ma siamo pronti a combattere con le armi della legalità, assicurando alla nostra azione le necessarie alleanze politiche e sociali, per vincere una battaglia che è per lo sviluppo economico, sociale e civile della nostra terra e per il primato della politica e della democrazia.

 
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Campagna adesioni 2019
Per chi non lo avesse ancora fatto, ricordo che fino al 31 agosto 2019 è possibile rinnovare il tesseramento all’Associazione; le adesioni di nuovi soci, invece, saranno possibili in qualsiasi momento dell’anno.

Il pagamento della quota sociale (€ 30,00 – ridotta ad € 5 per i giovani e disoccupati fino al 26° anno di età) da parte dei soci ordinari potrà avvenire:

con versamento in contanti, previo rilascio di ricevuta, nelle mani del Tesoriere Pepé Musolino (tel. 338.8874281);
mediante versamento dell’importo sul c/c postale 82914805;
tramite bonifico bancario con versamento dell’importo sul c/c Bancoposta (intestato all’Associazione) identificato dal codice IBAN: IT54 H076 0116 3000 0008 2914 805.
AVVISO IMPORTANTE

1. La rassegna si articolerà su tre giorni; le Scuole partecipanti - Scuole primarie e secondarie di primo grado - si esibiranno nei primi due giorni (20 e 21 maggio). Concluderanno il Festival, il terzo giorno, Gruppi Folk organizzati di Calabria e Sicilia;
2. I gruppi partecipanti al Festival potranno usare strumenti musicali propri o avvalersi di un gruppo musicale esterno; i Gruppi scolastici faranno presente all’atto della iscrizione eventuali specifiche esigenze di amplificazione;
3. Ogni Scuola avrà a disposizione per esibirsi non più di 20 minuti, compresa la presentazione del Gruppo, che sarà fatta dall’insegnante di riferimento (cenni di carattere storico sul Comune di provenienza e sulle tradizioni da cui originano le danze o i canti che verranno eseguiti);
4. La manifestazione non ha finalità di concorso, ma carattere ricreativo – culturale. Come per gli scorsi anni, verrà richiesto il patrocinio della Regione Calabria - Assessorato Regionale alla Cultura e della Direzione Scolastica Regionale della Calabria;
5. Il palco e gli impianti di amplificazione saranno allestiti dall’organizzazione, che assicurerà quanto necessario anche dal punto di vista logistico;
6. Le scuole che arrivano e partono nella stessa giornata avranno come riferimento logistico per il 20 maggio il plesso scolastico dell’Istituto Comprensivo di S. Stefano in Aspromonte, e per il 21 maggio quello della Scuola Materna nel Villaggio Mannoli;
7. Le scuole che arrivano giorno 20 maggio e partono sabato 21 maggio, pernotteranno la sera del 20 nel Villaggio Gambarie di S. Stefano in Aspromonte, sede dell’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte. Agli alunni e loro accompagnatori scolastici, previa corresponsione della quota di partecipazione di € 12 pro-capite, sarà praticato il seguente trattamento: pensione completa dalla cena del 20/05 al pranzo del 21/05 con sistemazione in albergo 3 stelle, in camere doppie o triple per gli alunni, in camere singole o doppie per i docenti accompagnatori; l’Amministrazione Comunale di S. Stefano in Aspromonte, offrirà una escursione in seggiovia a Monte Scirocco o, in alternativa, una escursione, con guida, nei Boschi di Gambarie (mattina di sabato 21);
8. I Gruppi scolastici che pernottano la sera del 20 maggio, potranno, inoltre, beneficiare di una speciale convenzione stipulata, per l’occasione, dall’Organizzazione con gli Alberghi dove essi saranno ospitati. Questi praticheranno ai genitori dei ragazzi, od a loro congiunti, il prezzo promozionale di € 35,00 pro-capite per la pensione completa (cena del 20/05 – pernottamento – colazione e pranzo del 21/05).
9. Ai partecipanti sarà offerto un ricordo e verrà rilasciato un “Attestato di partecipazione”.
in formato pdf - qui di seguito linkato:
REGOLAMENTO 6° Festival Folklore
UMBERTO ZANOTTI BIANCO
“Mezzanotte suonava da un lontano campanile di Santo Stefano
Quando abbandonai la nostra Colonia di Mannoli, immersa nel sonno….
Varcato il pianoro di Gambarie fummo ai piedi di Montalto.
Era ancora buio,
quando raggiungemmo la cima più alta dell’Aspromonte…
E d’un tratto l’aurora sfiorò con le sue dita
le cime di un’alta montagna,
e la vetta nevosa dell’Etna emerse…ammantata di viola…
dal mare lentamente emergeva tutta intera la punta del piede d’Italia,
la Sicilia che di lassù sembrava unita al continente
e sparse in quell’infinito, petali disseminati dal vento, le Eolie”
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